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Ricerca Avanzata » Aglio bianco di Monticelli DOP
categoria:  Olii, Spezie e Condimenti
Prodotto Composizione Processo Aziende
Foto: Comune di Monticelli
Regioni: Emilia-Romagna,

ORIGINE

Allium sativum L.

La denominazione "Aglio bianco di Monticelli" è riferita ai bulbi ottenuti dalla coltivazione della varietà di aglio "Piacentino bianco", prodotti nei territori della provincia di Piacenza (Besenzone, Cadeo, Calendasco, Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Monticelli d'Ongina, Piacenza, Podenzano, Pontenure, Rottofreno, Sarmato, San Pietro in Cerro, Villanova) e parte del territorio dei comuni di Agazzano, Alseno, Borgonovo Val Tidone, Carpaneto Piacentino, Castell'Arquato, Castel San Giovanni, Gazzola, Ponte dell'Olio, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Vigolzone.

La lavorazione principale del terreno deve esseere eseguita in estate , prima delle piogge autunnali. L'aratura è seguita da successive erpicature e/o fresature, che permettono lo sminuzzamento del terreno necessario per il collocamento dei bulbilli.

La semina dei bulbilli viene effettuata nel periodo compreso tra il 20 settembre e il 20 novembre, preferibilmente nel mese di ottobre, utilizzando semente appartenente alla varietà "piacentino bianco". Successivamente, i bulbilli vengono sottoposti a sgranatura, pulitura e privati così delle radici, tuniche esterne, bulbilli centrali e bulbilli esterni al bulbo (denti).

La rotazione colturale prevede un intervallo di almeno 4 anni tra colture successive di aglio sullo stesso appezzamento. E' importante non far succedere la coltura di aglio ad altre colture bulbose o a radice al fine di ostacolare la comparsa di danni che interessano l'apparato radicale e gli organi di riserva delle piante, come quelli provocati dal nematode Dytilenchus dipsaci. Inoltre, non è consentita la successione a prato.

La semina viene effettuata in modo da non superare la densità massima di 27 piante/mq, che si ottiene adottando sesti d'impianto con distanze minime pari a 28 cm tra le file e a 12 cm sulla fila.

La maturazione inizia durante la prima settimana di luglio e la raccolta si conclude verso la metà del mese, non oltre il 30 luglio.

Una volta estirpato, l'aglio viene lasciato sul campo, fino all'essicamento completo. Successivamente, l'aglio viene legato in mazzi, disposto in piccole cataste e disposto in locali, dove inizierà il riscaldamento fisiologico. Quando il riscaldo è evidente, le cataste vengono disfatte e i mazzi vengo disposti al sole per 1-2 giorni. Dopo quest' operazione, l'aglio può essere definitivamente accatastato e confezionato.

La produzione media annua di "Aglio bianco di Monticelli" è di circa 3000 tonnellate.

Il prodotto commercializzato si presenta con lo stelo, la tunica esterna del bulbo e quelle che avvolgono ciascuno spicchio secchi e di colore bianco. I bulbi sono provvisti di spicchi (bulbilli) in numero variabile tra 14 e 18, di sapore acre, di dimensioni medie e grosse (diametro non inferiore a 40 mm), compatti e di forma regolare. Si conservano inalterati senza germogliare, mediante l'ausilio di celle frigorifere, per circa un anno dalla raccolta.

UTILIZZO

L' "Aglio bianco di Monticelli" viene impiegato nella preparazione di numerosi piatti della tradizione piacentina, come la salsa "aià", diversi primi piatti (gli anolini, le mezze maniche di frate, i pisarei, i fasò, il risotto alla certosina) e secondi piatti (l'agnello alla piacentina). Inoltre, veniva un tempo impiegato nella preparazione dei "pesci in aion", una pietanza che serviva a conservare per alcuni giorni il pesce fritto avanzato.